L'anestesia dal dentista

25 Mar

L’anestesia dal dentista

Uno dei timori più comuni di chi si reca dal dentista è quello di provare dolore. Fortunatamente, da diversi anni l’impiego dell’anestesia anche nel settore odontoiatrico tranquillizza la maggior parte dei pazienti.

anestesia dentale

Ci sono diversi tipi di anestesia, in base alla tipologia del trattamento:
1. Anestesia generale, utilizzata nelle operazioni chirurgiche maxillo facciali, chirurgia orale particolarmente invasiva.
2. Anestesia locale con infiltrazione, in cui il farmaco viene iniettato nei tessuti vicino al dente che si sta curando.
3. Anestesia locale tronculare, usata per desensibilizzare aree più estese nel caso di interventi come l’estrazione dei denti del giudizio.
4. Anestesia locale intraligamentosa, nella quale l’anestetico viene iniettato nella zona del legamento parodontale e vicino all’osso alveolare con una pressione maggiore.
5. Anestesia locale intrapulpare, che agisce nella polpa, nei casi in cui sia necessario un livello analgesico più elevato.
6. Anestesia locale superficiale o topica, attraverso l’applicazione di gel o spray analgesici sulla zona da curare. Si usa per i casi più lievi.
7. Sedazione cosciente, che consiste nel far inalare al paziente del protossido di azoto tramite una mascherina. E’ usata per tranquillizzare pazienti ansiosi, o in interventi di lunga durata pur non escludendo l’applicazione successiva dell’anestesia locale.

Come funziona l’anestesia?
L’anestetico inibisce la trasmissione degli stimoli dolorosi, causando una temporanea perdita di sensibilità nella zona da curare. I principi attivi più utilizzati in odontoiatria sono la lidocaina, la mepivacaina, bupivacaina e l’articaina. La concentrazione dei principi attivi dipende dal caso da trattare e sarà quindi decisa dal medico odontoiatra di volta in volta.
Insieme all’anestetico a seconda della necessità viene inoltre iniettata una sostanza vasocostrittrice, solitamente adrenalina, che serve a prolungare l’effetto dell’anestesia e a limitare il sanguinamento della zona trattata.

Che effetti collaterali ha l’anestesia?
In alcuni casi, (donne in gravidanza, pazienti che fanno uso di farmaci ansiolitici o antidepressivi o che soffrono di ipotensione, patologie cardiovascolari o immunodepressive), l’utilizzo dei vari tipi di anestesia va valutato con attenzione.
La percentuale di pazienti sani che hanno sviluppato reazioni di allergia o intolleranza all’anestetico è quasi nulla.
In rarissimi casi si sono infatti verificati bruciore, durata eccessiva dell’effetto anestetico, infezioni, herpes, afte o stomatiti, reazioni lievemente allergiche.

Quanto dura l’anestesia?
La durata dell’anestesia dipende certamente dalla concentrazione del principio attivo utilizzato, senza contare che ogni persona ha i suoi personali tempi di smaltimento dell’analgesico.
Generalmente l’effetto dell’anestetico scompare nell’arco di tre-quattro ore a partire dal momento dell’intervento.

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Anestesia dentale |  Tipologia di anestesie e loro utilizzo.
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Anestesia dentale | Tipologia di anestesie e loro utilizzo.
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Uno dei timori più comuni di chi si reca dal dentista è quello di provare dolore. Da diversi anni l'impiego dell'anestesia dentale tranquillizza la maggior parte dei pazienti.
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Dott Federico Quasso
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