Carbossiterapia

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In cosa consiste la carbossiterapia

La carbossiterapia è una metodica in uso nella pratica clinica dal 1932.

Consiste nella somministrazione sottocutanea, previa disinfezione della pelle, di anidride carbonica medicale tramite aghi  sottilissimi con una apparecchiatura la cui sicurezza è certificata dal Ministero della Salute.

Il sistema di infusione e gli aghi sono monouso e il gas medicale è sterile.

Meccanismo di azione

L’anidride carbonica ha una capacità di diffusione  da 20 a 25 volte superiore a quella dell’ossigeno, arriva perciò immediatamente in tutti i tessuti nei quali  innesca importanti reazioni.

La principale di queste reazioni è la vasodilatazione che provoca un notevole aumento del flusso di sangue e quindi un deciso miglioramento della circolazione.

Il maggior apporto di ossigeno alle cellule generato dalla vasodilatazione, permane per molte ore dopo il trattamento, favorisce il processo di scissione dei grassi e quindi il progressivo decremento delle masse adipose.

Modalità di trattamento 

Il trattamento non richiede alcun tipo di anestesia ed è poco invasivo, ma deve essere sempre eseguito da un medico esperto che garantirà, con la sua professionalità, la qualità e la sicurezza della terapia.

Il trattamento non presenta alcun tipo di tossicità, infatti la CO2, l’anidride carbonica, è normalmente prodotta durante la respirazione e viene utilizzata negli interventi chirurgici eseguiti in laparoscopia.

Utilizzando apparecchiature certificate non esiste  alcun rischio di embolia anche se, accidentalmente, si iniettasse la CO2 direttamente in un vaso sanguigno: l’anidride carbonica sarebbe infatti eliminata a livello polmonare senza alcun rischio per il paziente.

L’impiego della CDT evolution permette oggi di ridurre sensibilmente la sensazione di fastidio legata alla somministrazione della CO2 in sede sottocutanea. In ogni caso, se il paziente avvertisse dolore durante il trattamento, dovrà comunicarlo al medico che provvederà a modificare i parametri della somministrazione per renderla il più confortevole possibile.

Effetti indesiderati

Le controindicazioni della carbossiterapia sono limitate a gravi malattie come, ad esempio, infarti pregressi o tromboflebiti.

Sono da segnalare solo pochi e limitati effetti collaterali:  l’utilizzo di aghi sia pure molto sottili, può causare piccole ecchimosi nella sede dell’iniezione. Tale evenienza è molto rara (circa il 5% dei trattamenti eseguiti) e le ecchimosi scompaiono in pochi giorni senza lasciare alcun segno. Nelle zone di infusione del gas, è possibile avvertire un senso di crepitio al di sotto della cute (come ”neve fresca”) che scompare dopo pochi minuti.

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