Cura dei denti per pazienti con disabilità.

11 Lug

Cura dei denti per pazienti con disabilità.

Il ministero della salute quest’anno ha redatto un documento contenente indicazioni per i trattamenti odontostomatologici di pazienti con bisogni speciali.
www.salute.gov.it/allegato.pdf

La situazione in Italia purtroppo non è rosea da questo punto di vista e, se sei una persona disabile, quando hai il mal di denti può diventare un problema.
Un servizio pubblico attrezzato in tal senso non è frequente e sono pochi i dentisti privati che, a loro volta, si sono organizzati per accogliere queste persone.

I punti chiave di questo documento pongono l’accento su alcuni aspetti principali della questione.
Il paziente con bisogni speciali è colui che nell’operatività preventiva, diagnostica e terapeutica richiede tempi e modi diversi da quelli di routine.

Questo significa che soggetti talvolta non collaboranti necessitano di ambienti operativi attrezzati adeguatamente e di personale formato ad assistere e curare questa tipologia di pazienti.

L’intento del documento è fornire indicazioni per garantire alle persone con disabilità, al pari di ogni altro individuo, l’eguale diritto di godere del migliore stato di salute possibile, senza alcuna discriminazione.

Si fa cenno a due principi: l’accomodamento ragionevole e la progettazione universale.

Per accomodamento ragionevole si intende la modifica e gli adattamenti necessari per accogliere le persone con bisogni speciali, che non comportino oneri sproporzionati ed eccessivi, secondo il principio di uguaglianza di tutti, in base ai diritti umani e alle libertà fondamentali.
Tuttavia, contemporaneamente a questo principio che tutela ogni singola persona, si pone l’attenzione sull’idea di “progettazione universale”, ovvero la progettazione di strutture, programmi e prodotti che possano andar bene per tutti senza adattamenti specializzati. Quindi, se da una parte si invita a porre in essere le adeguate modifiche per accogliere queste persone, dall’altra si suggerisce, in fase di progettazione, di tener già conto di tutte le tipologie di pazienti, anche quelle con bisogni speciali.

Nel documento si distinguono i seguenti soggetti:
1) pazienti collaboranti e autonomi;
2) pazienti scarsamente collaboranti e autonomi;
3) pazienti non autonomi, ma collaboranti o scarsamente collaboranti;
4) pazienti non collaboranti.

La distinzione è sulla tipologia di disabilità: soltanto fisica e/o sensoriale e psichica.

La distinzione fra le varie tipologie di disabilità è fondamentale per accogliere adeguatamente queste persone. Capire se è collaborante o meno, oltre al grado di autonomia, è prerogativa della visita diagnostica.

In termini generali il percorso preventivo, diagnostico e terapeutico deve seguire gli stessi principi che si usano per il resto della popolazione; la presa in carico invece verrà realizzata e modulata in base alle peculiarità della persona con disabilità.

Per la presa in carico del paziente il documento fa riferimento al modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance ) Per approfondimenti vedi allegato 1 nel documento del Ministero della Salute oppure qui https://www.ledha.it

Il documento detta poi una serie di indicazioni su come debba essere un servizio odontoiatrico in strutture sanitarie.
Tra i punti elencati interessante è la distinzione sulle modalità di presa in carico di un disabile in base al grado di collaborazione e di autonomia del paziente. Ecco uno schema esplicativo

dentista per disabili Monza

Come si può vedere, nelle strutture sanitarie è prevista la possibilità di far ricoverare il paziente non collaborante per le ore diurne di una giornata al fine di facilitare l’intervento.

Attenzione particolare viene data anche all’igiene orale dei pazienti con disabilità e allo stato di salute parodontale.

Assicurare l’igiene orale con frequenti controlli e una corretta educazione dei caregiver (Nel dicembre 2017 la figura del caregiver familiare è stata individuata nella persona che assiste e si prende cura del coniuge) possono limitare di molto l’intervento dell’odontoiatra.

In caso di necessità di trattamento parodontale è preferibile l’approccio non chirurgico (naturalmente va valutato caso per caso)

Altri suggerimenti nell’approccio con disabili:
– Per cure odontoiatriche conservative sono da privilegiare le tecniche operative che prevedono, se possibile, il completamento della terapia in un’unica seduta .
– Un eventuale trattamento protesico presuppone l’attenta valutazione dell’effettiva collaborazione del paziente e della capacità di gestione dei dispositivi protesici, specie se mobili. In termini generali, è preferibile l’utilizzo di dispositivi protesici fissi.

Una parte del documento è infine dedicata agli standard minimi della struttura per essere efficace, indicandone i requisiti per numero di abitanti.

Ricordiamo che lo studio dentistico Quasso è stato progettato per consentire anche a pazienti diversamente abili il massimo comfort e agio.
Dispone inoltre di un servizio di navetta su prenotazione per i pazienti impossibilitati a spostarsi.

Potranno essere eseguite terapie odontoiatriche a Pazienti scarsamente collaboranti o totalmente non collaboranti presso cliniche di assistenza specializzata con effettuazione di anestesia generale (narcosi) in day hospital con controllo sanitario specializzato.

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Cura dei denti per pazienti con disabilità.
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Il ministero della salute quest'anno ha redatto un documento contenente indicazioni per i trattamenti odontostomatologici di pazienti con bisogni speciali.
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Dott Federico Quasso
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